#!trpst#trp-gettext data-trpgettextoriginal=1#!trpen#Skip to content#!trpst#/trp-gettext#!trpen#

Cosa sta succedendo?

Breve guida su come le aziende possono reagire all’avvento del metaverso e delle AI, per cavalcare l’onda e non farsi travolgere dalle innovazioni

Stiamo attualmente vivendo un periodo di grande rilevanza storica nel contesto tecnologico, che richiama fortemente l’epoca intorno al 1995, quando Internet ha iniziato a diffondersi in modo significativo. All’inizio, le aziende che si affacciavano su Internet si trovavano ad affrontare numerosi ostacoli, soprattutto di natura tecnologica. È possibile che alcuni di voi ricordino il caratteristico suono del vecchio modem, accompagnato dalla famigerata musichetta interminabile, prima di riuscire a stabilire una connessione. Inoltre, l’apertura di una semplice pagina web richiedeva diversi minuti, e si navigava principalmente tra pagine con semplici collegamenti ipertestuali. Nonostante le limitazioni, questo periodo segnò una vera e propria rivoluzione: nacquero le prime email e i primi motori di ricerca, consentendo di scoprire e accedere ai contenuti all’interno di questo nuovo universo digitale, che appariva ancora estraneo e poco compreso.

Nel corso degli anni, ci siamo abituati a un Internet sempre più evoluto, caratterizzato dall’introduzione di immagini, video, videochiamate e molte altre funzionalità interattive. Finalmente, abbiamo potuto conoscere l’Internet di oggi, con i suoi numerosi social media, i canali di streaming e tutte le opportunità che la piattaforma online ci offre. È in questo contesto che sorge il concetto di “metaverso”, che rappresenta l’evoluzione di un’esigenza profonda di comunicare, interconnettersi e accedere alle informazioni. Tuttavia, al momento, il metaverso è ancora oggetto di dibattito e scetticismo. Alcuni negano la sua esistenza, mentre altri sostengono fermamente la sua concreta presenza. È indubbio che esistano delle infrastrutture da perfezionare per garantire un’esperienza ottimale, ma il metaverso rappresenta una rivoluzione all’interno del mondo digitale, in cui la dimensione virtuale e quella reale si fondono. Si tratta di un ambiente tridimensionale, caratterizzato da ologrammi e presenze multiple, che si uniscono in modo sinergico alla nostra vita quotidiana. Questa rete ibrida, che connette il digitale e il fisico, offre opportunità e sfide ancora da esplorare pienamente.

Un caso studio: Shopthelook

Durante la pandemia da COVID-19, nel team di Shopthelook ci siamo resi conto dell’importanza di rivolgersi al commercio digitale. Molte aziende che in passato non avevano mai considerato l’e-commerce si sono accorte nel marzo 2020 che anche un’attività come un panificio poteva beneficiare di un sito di vendita online. Tuttavia, l’e-commerce, in generale, non ha subito grandi evoluzioni negli anni a causa di una mancanza di fiducia da parte delle imprese. Ciò nonostante, con l’avanzamento tecnologico di questi ultimi tempi, come l’avvento del 5G e l’implementazione di grafica tridimensionale, insieme alla crescente domanda, è divenuto evidente che l’e-commerce poteva svilupparsi in modo diverso rispetto a quanto si stava verificando.

Sulla base della mia esperienza personale, posso affermare che, di norma, quando un utente si trova su un sito di e-commerce e non trova immediatamente ciò che cerca, non trascorre più di un minuto all’interno del sito. Questo rappresenta una grave problematica per il settore dell’e-commerce, in quanto un utente che ha avuto un’esperienza negativa all’interno di un sito tende a non ritornarvi mai più. Pertanto, l’approccio del commercio esperienziale rappresenta una rivisitazione dell’esperienza utente all’interno di un sito. Noi, come azienda, abbiamo cercato di realizzarlo in modo più naturale possibile. Ci siamo domandati quale fosse il fattore motivante che spingeva molte persone a percorrere chilometri per raggiungere i centri commerciali e abbiamo studiato le esperienze che potevano rimanere impresse in queste persone, le quali effettuavano una sorta di “turismo dello shopping”.

Il risultato è stato la creazione di un’esperienza digitale che emula fedelmente l’esperienza visiva di shopping. Ovviamente, su Internet, incontriamo alcune limitazioni, come quelle visive e uditive. Tuttavia, abbiamo cercato di superare tali ostacoli ricreando esperienze visive e uditive coinvolgenti all’interno delle boutique. Grazie al retail design, abbiamo costruito negozi accattivanti che invitano le persone a trascorrere del tempo al loro interno. Abbiamo tracciato il percorso dell’utente, offrendo anche elementi interattivi all’interno delle boutique, in modo che l’esperienza sia non solo positiva, ma anche memorabile. Il nostro obiettivo principale è far sì che gli utenti apprezzino il tempo trascorso all’interno delle boutique, anche se non effettuano un acquisto immediato. Desideriamo che ricordino il nostro brand e decidano di tornare per esplorare nuovi prodotti o nuove esposizioni, per poi completare un acquisto.

Attraverso il nostro centro commerciale virtuale, stiamo sperimentando la creazione di un birrificio artigianale. Attualmente in fase di sviluppo, abbiamo ricostruito l’architettura di un’archeologia industriale per adattarla a un birrificio artigianale. Da qualche mese abbiamo cominciato a sviluppare avatar con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, che emulano le interazioni con un commesso, e spesso questi avatar sono i titolari dei brand!

#!trpst#trp-gettext data-trpgettextoriginal=1156#!trpen#Leave a Reply#!trpst#/trp-gettext#!trpen#

#!trpst#trp-gettext data-trpgettextoriginal=1155#!trpen#Your email address will not be published.#!trpst#/trp-gettext#!trpen# #!trpst#trp-gettext data-trpgettextoriginal=1147#!trpen#Required fields are marked *#!trpst#/trp-gettext#!trpen#

en_USEnglish